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Siria: Assad choc, "armi chimiche solo contro truppe straniere"

AGI) - Roma, 23 lug. - Il regime siriano ha respinto un nuovo appello della Lega araba per le dimissioni di Bashar al-Assad e ha minacciato di usare le armi chimiche, sebbene non contro la propria popolazione, ma solo in caso di intervento militare straniero. Una minaccia che ha scatenato la riprovazione degli Occidentali e dell'Onu. Il Pentagono e' stato chiaro nell'intimare al regime di Bashar Assad questo monito: "Non pensino nemmeno per un attimo", ha detto il portavoce George Little, "di usare armi chimiche", in nessun caso, nemmeno contro un ipotetico intervento esterno. Alla Difesa americana ha fatto eco il segretario generale del Palazzo di Vetro, Ban Ki-moon, che da Belgrado, dive si trova in visita, si e' detto "molto preoccupato che la Siria possa mettere mano all'arsenale chimico". Sul fronte diplomatico ancora nessun progresso.
  L'offerta di un salvacondotto per Assad e famiglia, avanzata dai ministri degli Esteri della Lega araba, in cambio di un passo indietro del leader siriano e' stata respinta "Ci dispiace che la Lega araba sia scesa fino a questo livello nei confronti di un suo Stato membro", e' stata la risposta del portavoce del ministero degli Esteri siriano, Jihad Makdissi.
  La "decisione" su Assad, ha aggiunto, "spetta solo al popolo siriano, l'unico arbitro del destino del suo governo". Sulla stessa linea l'Iraq, guidato dallo sciita Nuri al Maliki, vicino alle posizioni di Damasco. Dalla Russia, intanto, Mario Monti ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin un aiuto per risolvere la crisi siriana. Crisi per cui il premier ha suggerito "una soluzione consensuale che ricalchi il modello libanese", con, "un governo di transizione che comprenda tutte le componenti della societa' siriana per evitare il prosieguo di abusi e silenzi...ma questo - ha aggiunto - ci pare difficile senza una partecipazione condivisa della Russia in seno all'Onu". Intanto a Bruxelles i ministri degli Esteri dell'Ue hanno approvato una diciassettesima tornata di sanzioni contro il regime siriano e hanno rafforzato l'embargo sulle armi, introducendo la possibilita' di ispezioni su navi e aerei sospettati di trasportare armi per Damasco. Gli Stati membri dell'Ue saranno tenuti a inviare ispettori a bordo di navi o aerei sospettati di trasportare armi o altro tipo di merci per il regime siriano che possano essere impiegati per la repressione della rivolta. Tra i provvedimenti adottati c'e' il congelamento dei beni e il divieto di entrare nell'Ue per 26 individui legati e tre entita' legate al regime di Bashar al-Assad, che si aggiungono alle 129 persone e 49 entita' gia' presenti nella lista nera. Per il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, le violenze compiute dalle forze del regime siriano rasentano "la pulizia etnica e i crimini contro l'umanita'" e vanno "ben al di la' di qualsiasi altra repressione che abbiamo visto nei Paesi della Primavera araba".

Fonti: agi.it

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