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Muore il consigliere del Quirinale Napolitano: ingiurie contro di l

Il presidente: «Oggetto di una campagna irresponsabilee»

GRAZIA LONGO
roma
Un infarto ha spento la vita di Loris D’Ambrosio - 65 anni, magistrato e consulente giuridico del Presidente della Repubblica - alle 15,30 di ieri, mentre si trovava in ufficio della casa editrice Utet con cui pubblicava, nel quartiere Parioli a Roma.

Ad annunciare la notizia è stato proprio il presidente, Giorgio Napolitano che, oltre ad esprimere «profondo dolore, infinita pena e grandissimo affetto per la moglie e i figli», ha sottolineato il proprio «atroce rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto».

Indignazione, rabbia, sofferenza. Parole chiare e inequivocabili riferite alla campagna mediatica circa l’inchiesta condotta dalla procura di Palermo sulla trattativa tra Stato-mafia. Le conversazioni intercettate dagli inquirenti tra Loris D’Ambrosio e Nicola Mancino hanno alimentato un conflitto istituzionale senza precedenti. E il Capo del Quirinale - a sua volta intercettato con Mancino - ha voluto puntualizzare in un comunicato ufficiale tutta la sua amarezza prima di volare a Londra dove, ieri sera, ha cenato con gli atleti azzurri che gareggeranno alle Olimpiadi.

E così, mentre in Italia si rifletteva sulle sue dichiarazioni, molto critico e polemico resta Antonio Di Pietro.

Fonti: lastampa.it

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